Per l’incontro della Commissione Missionaria Regionale dello scorso 18 gennaio, siamo stati ospiti presso il Centro dei Padri Missionari Saveriani di Salerno. Il Vescovo Delegato Mons. Michele Autuoro ha introdotto la giornata. L’attività di un Centro Missionario Diocesano (CMD) è ben specificata nel vademecum, dove si parla di “pastorale unitaria” e quindi dobbiamo abituare i nostri centri missionari a lavorare in sinergia con gli altri uffici pastorali.
Gli ospiti relatori sono stati : Raffaele Cerciello, della Delegazione regionale Caritas Campania e Antonio Bonifacio, incaricato regionale di Migrantes Campania
Raffaele Cerciello della Caritas introduce il discorso, mandando i saluti della Commissione regionale e del Vescovo delegato Mons. De Luca. Bisogna essere molto precisi, perché va fatto un cenno della dimensione di come “essere” Caritas, prima del “fare” Caritas. Occorre fare una distinzione su cosa sia la Caritas. C’è il Front Office: ossia i servizi diretti alle persone, come ad es. dormitori, mense, pacchi, guardaroba, ossia dove c’è un rapporto immediato con chi bussa alla porta; poi una sorta di back office, che è la advocacy, ossia una sorta di carità <-> giustizia, che chiaramente prevede lo studio delle cause della povertà per eliminarle e poter attuare la promozione dell’uomo. Infatti spesso da mancanza di lavoro, problematiche familiari, povertà sanitaria, assenza di reti parentali quindi c’è una sorta di povertà di diritto che va difesa, per essere “voce di chi non ha voce” (“Non si dia per carità ciò che spetta per diritto”- Paolo VI). La prima categoria da prendere in esame ad esempio sono proprio i migranti. Ci dovrebbero essere politiche inclusive e giuste. Dal Dossier regionale su “Povertà di diritti” si denota che molti rimangono in carcere, perché non hanno un domicilio e non è dignitosa tale situazione. Tutto per difendere l’opzione preferenziale dei poveri. L’importante è però la formazione, perché non dobbiamo attivare dinamiche di autoreferenzialità, bisogna attivare la partecipazione per diventare cristiani dell’”essere”.
Antonio Bonifacio di Migrantes presenta la Fondazione Migrantes, nata nel 1987, con una parola “chiave” che è pastorale della mobilità umana. In ogni parte del mondo esiste sempre qualcuno che si muove e quindi tutti possiamo vivere questa esperienza. E poi da cristiani sappiamo che nei testi sacri c’è sempre una partenza e un arrivo, come il popolo di Israele che si muove. Coloro che sono in mobilità possono essere cattolici dai loro Paesi di provenienza o di arrivo; e con loro e per loro, si effettuano percorsi di evangelizzazione, catechesi, vita liturgica e testimonianza della carità, perché un’altra parola chiave è interazione. Migrantes riguarda: gli emigrati italiani all’estero, gli immigrati in Italia, i circensi e artisti di strada, i Rom e i Sinti. Ci accomunano parole importanti: persona, credente e Fede.
Sono seguite numerose domande dai direttori diocesani partecipanti. Dopo il pranzo in condivisione, la visita alla Mostra Interculturale, giunta alla XV edizione, dedicata quest’anno al tema “Bhinneka Tunggal Ika: Unità nella Diversità”, allestita presso il Centro dei Saveriani, inaugurata il 9 giugno 2024, e che ha visto la partecipazione dell’ambasciatore dell’Indonesia presso la Santa Sede, Michael Trias Kuncahyono, un momento di celebrazione della ricchezza culturale dell’Indonesia e del suo messaggio di unità nella diversità.
La XV Mostra interculturale dei Saveriani di Salerno è più di una celebrazione della cultura indonesiana; è un invito a riflettere sul valore della diversità nelle nostre vite. In un mondo sempre più interconnesso, il messaggio di “Unità nella Diversità” è fondamentale per costruire una società pacifica, inclusiva e sostenibile.