Essere missionari oggi, nonostante il progresso e l’era digitale in cui viviamo, è sempre più difficile e rischioso, in qualunque parte del mondo, soprattutto nei 52 Paesi in cui ancora sono presenti conflitti armati e dimenticati, sopraffatti dall’eco ridondante e quotidiano delle guerre civili, ad alta intensità, che sono in corso in Myanmar e Sudan, Israele-Hamas e Russia-Ucraina.
Con lo spirito di condivisione e di comunione di preghiera, verso tante sofferenze nel mondo, soprattutto per chi offre la vita, senza risparmio, in nome della fede, abbiamo celebriamo la 33ª Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei Missionari Martiri, che ricorre ogni 24 marzo, data coincidente con l’assassinio e il martirio di Mons. Oscar Romero Arcivescovo di San Salvador, avvenuto appunto il 24 marzo del 1980; giornata in memoria istituita dalla Fondazione Missio, settore Giovani fin dal 1993, per ricordare, attraverso digiuno e preghiera, tutti i missionari uccisi, più di 1400, nelle zone a rischio dei cinque continenti: uomini e donne, sacerdoti, religiosi e laici, che hanno vissuto una vita normale, con gioie e dolori, fatiche e speranze e che sono caduti per prestare il loro servizio missionario.
“Andate e Invitate” il tema di quest’anno, due verbi-chiave, scelti da Papa Francesco, un’instancabile dinamica in uscita, un andare e invitare alla festa del Signore, a cercare la sua dimora in mezzo a noi. “Oggi il dramma della Chiesa è che Gesù continua a bussare alla porta, ma dal di dentro, perché lo lasciamo uscire! Tante volte si finisce per essere una Chiesa […] che non lascia uscire il Signore, che lo tiene come “cosa propria”, mentre il Signore è venuto per la missione e ci vuole missionari.» (cfr. Discorso ai partecipanti al convegno promosso dal Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, 18 febbraio 2023)
Come consueto appuntamento, in diocesi abbiamo pregato insieme con un’Adorazione Eucaristica presso il Monastero di San Benedetto e N.S. di Guadalupe a Piedimonte Matese, il 27 marzo, presieduta dal Vicario Episcopale per la Liturgia, Don Angelo Salerno. Preghiera, canti, martirologio, simboli rappresentati da lumini con i colori dei cinque continenti portati ai piedi del cero pasquale, addobbato con un drappo rosso come il martirio; tredici garofani rossi, uno per ogni martire del 2024; segni distribuiti ai fedeli sotto forma di orme colorate, per percorrere, con l’aiuto del Padre, il cammino quotidiano delle nostre sofferenze, portando Cristo nella nostrta vita e altri, come un vero mandato missionario.
Tutto per ricordare i missionari caduti nel 2024, testimoni della speranza che non delude, coerenti fino in fondo, per concretizzare sempre di più, durante la Quaresima, l’essenza della vera testimonianza cristiana, avvicinandoci all’uomo “Cristo”, martire per amore.