Il viaggio missionario degli alunni della Scuola Principi di Piemonte di Alvignano

Un volo virtuale da Alvignano al Venezuela, passando per Roma

Ricordate l’iniziata “Ad Gentes” dell’ottobre scorso, che ha coinvolto le alunne e gli alunni della scuola paritaria di Alvignano? (clicca qui ).

Ebbene tutte le classi hanno partecipato anche al sostegno di un microprogetto, proposto dalla “Fondazione Missio” della CEI e i loro piccoli risparmi sono serviti per aiutare i bambini della diocesi di San Cristobal in Venezuela, nella missione curata dal fidei donum Don Mauro Orrù. Il progetto sostenuto ha proprio il titolo che è stato decisivo, nella scelta da parte dell’Ufficio missionario diocesano: “Impariamo a leggere e a scrivere”.  Padre Mauro, originario della diocesi de L’Aquila e in missione da tredici anni, così scrive dal Venezuela: “La crisi umanitaria che da anni attraversa il Paese rende sempre più difficili le condizioni di vita delle famiglie e a farne le spese sono sempre più i bambini. L’87% della popolazione venezuelana ormai è sotto la soglia di povertà e 9 famiglie su 10 con figli possono permettersi a malapena un pasto al giorno”.

Dalla teoria alla pratica. Se dobbiamo fiorire lì dove Dio ci ha piantato”, per dirla con una massima di San Francesco di Sales, va da sé che il gesto d’amore compiuto dalla scolaresca in Alvignano possa produrre fiori anche oltreoceano. E così è continuata la cooperazione tra le due realtà diocesane di Missio Alife-Caiazzo e della Scuola primaria, diretta dalla Superiora Sr. Francesca Bortoli, con la preziosa cura del corpo docente, composto da Sr. Sabrina Cavazzana, Sr. Brunetta Franzolin, Antonella Della Morte, Anna Rita Fazzone, Viviana Mongillo, Anna Orsini, Angela Russo, Ilaria Sacco e Mariarosaria Tommaselli.

Detto, fatto: scelto il progetto, inviata l’offerta, organizzato con la CEI l’incontro online in videochiamata, preparata la gita di istruzione a Roma, avvisate le classi, coinvolti i genitori, prenotato il pullmann di 62 posti, richiesti i permessi, prenotati i biglietti per le aree storiche … un tour de force a più mani in soli quindici giorni, che si è concretizzato in una esperienza indimenticabile, con la inaspettata complicità di un tempo meraviglioso, dopo giornate di freddo e di pioggia!

E così il 23 maggio scorso, dalle sei del mattino, con cappellino e zainetto in spalla, tutti in viaggio  alla volta di Roma. Sotto un sole caldo e invitante, il Colosseo e la Basilica di San Pietro, simboli del martirio e della fede dei cristiani, hanno accolto, con la loro maestosità, le cinque classi di piccoli turisti, dai sei ai dieci anni, lasciando tutti meravigliati.

Dopo un pranzo “a sacco”, consumato presso la sala della parrocchia S. Maria delle Fornaci, raggiunta a piedi,

il momento più atteso: la visita alla Fondazione Missio, organismo della Conferenza Episcopale Italiana, in via Aurelia 796, accolti dal Direttore Nazionale Don Giuseppe Pizzoli e dalla responsabile per i micro-progetti Eleonora Borgia, che ha presentato il progetto e ha illustrato le caratteristiche geopolitiche del Venezuela, la povertà che lì impera e le difficoltà a rimuoverla in quella zona e soprattutto a prendersi cura dei minori.

Poi alle 16, ora di Roma, c’è stato il collegamento in diretta, con una videochiamata proprio dalla missione in Venezuela, facente parte della Rettoria Santa Lucia e San Mario con sede centrale in El Corozo, nel municipio di Torbes, poco distante dalla città di San Cristobal (ci sono 6 ore di differenza, lì erano le 10 del mattino).

 

 

E’ apparso sullo schermo don Mauro, rimasto sorridente e solare durante tutto il collegamento, e tutti si sono emozionati, nel sentirlo raccontare storie di vita dei suoi bambini, con l’affetto di un padre verso i suoi figli: “Nella nostra comunità, ad esempio, il servizio sanitario è molto carente; notevoli sono i problemi di approvvigionamento dell’acqua, per non parlare poi delle condizioni di smaltimento dei rifiuti. Il sistema stradale è in pessime condizioni, in particolare nella stagione delle piogge quando la viabilità è resa difficile a causa di smottamenti e frane e risulta difficile raggiungere tutta la popolazione della Rettoria. L’assenza di lavoro ben remunerato fa sì che molta gente viva alla giornata, con occupazioni improvvisate, come venditori ambulanti di prodotti acquistati nella vicina Colombia o fatti in casa. Questo genere di lavoretti coinvolge anche bambini e ragazzi che, spinti dalla povertà familiare, abbandonano gli studi o non iniziano proprio il percorso di formazione scolastica. Ne consegue che tantissimi bambini e ragazzi della nostra zona non sanno leggere né scrivere e spesso finiscono vittime di violenza o coinvolti in traffici loschi. Insieme alle lezioni, vorremmo offrire loro un pasto nutriente, poiché la maggior parte di essi non è sicuro che mangi tutti i giorni. A volte riescono a racimolare solo un pugno di riso bianco. Molti infatti sono malnutriti e di conseguenza si ammalano facilmente”.

Poi a turno, alcuni di loro hanno fatto domande, soprattutto per cercare di capire come i loro coetanei vivano, in un’altra parte del mondo, in condizione davvero di povertà.

Iniziativa molto edificante e formativa, che rimarrà impressa a lungo nella loro giovane vita, perché hanno potuto toccare con mano dove arrivano i loro risparmi.

Ricevuti i doni della matita missionaria con la frase di S. Teresa di Calcutta “sono una matita nelle mani di Dio”, della carta d’identità del bambino missionario e di un numero della rivista “Il ponte d’oro”, carichi di un nuovo bagaglio, pronti per la foto di gruppo (scattata dalla redattrice del nostro giornale diocesano Clarus, che ci ha accompagnato), tutti in pullmann sulla via del ritorno.

Pomeriggio indimenticabile che ha destato in loro notevoli emozioni, un coinvolgimento generale, tanto da renderli protagonisti indiscussi dell’intera giornata, dimostrando agli adulti, nonostante l’età, un’attenta e viva curiosità, non senza l’energia e la spensieratezza gioiosa, senza un minimo di stanchezza, riuscendo a rispettare con precisa puntualità gli orari della tabella di marcia, destando meraviglia per la loro educazione.

E questo è un merito che deve essere dato alle scuole guidate dalle Suore Salesie, che hanno a cuore gli alunni a loro affidati, contribuendo a farne onesti cittadini e buoni cristiani; e che, seguendo la scia di San Francesco di Sales, sanno che “la carità è la misura della nostra preghiera, perché il nostro amore per Dio si manifesta nell’amore per il prossimo “.

Ad maiora!

Rassegna stampa

Di questo evento hanno già trattato i seguenti siti (clicca per leggere gli articoli):
Avvenire di domenica 28 maggio 2023