Nella nostra realtà, da ventitre anni, c’è come Servizio della Diocesi uno Sportello Immigrati, che nel 2020 ha celebrato la sua “maggiore età” in grande stile, in rete con tutti gli attori civili e sociali, legati all’immigrazione nella provincia di Caserta, (clicca qui). Da tempo, quindi dedica il suo tempo a tutte le problematiche che afferiscono alla vita delle persone straniere sul nostro territorio, dando loro tutte le informazioni del caso, perchè possano condurre una vita dignitosa, fuori dalla loro patria. Tra le Comunità presenti, c’è quella Islamica, con molti aderenti, seguiti dall’Imam El Mostafa Lattaf, ben integrati e con un forte spirito di adattamento, partecipazione e collaborazione. Avendo cura dello Sportello, ma anche dell’ufficio Missionario, che è rivolto alla “missio ad gentes“, anche attraverso azioni concrete e testimonianze di vicinanza e condivisione, si è pensato di organizzare un incontro informale, con alcuni rappresentanti di questa comunità, estesa tra Alife e Piedimonte Matese, a cui è stato fatto dono del documento sulla Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, firmato nel 2019 tra Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb, in cui è ribadito l’impegno di ogni religione a costruire la pace, l’impegno a conoscersi reciprocamente, a tutelare la libertà di credo, di pensiero, di espressione e di azione di ogni individuo, ad esercitare la giustizia e il dialogo, a proteggere e tutelare i luoghi di culto… a condannare il terrorismo “dovuto alle accumulate interpretazioni errate dei testi religiosi, alle politiche di fame, di povertà, di ingiustizia, di oppressione, di arroganza”, si legge nel Documento.
In questo periodo di “terza guerra mondiale a pezzi”, così come la chiama Papa Francesco, un cammino insieme per condividere il comune desiderio verso mete di pace è fondamentale.
Condividiamo., dunque, ciò che il Santo Padre ha espresso nel Messaggio per la LVIII Giornata Mondiale della Pace del 1 gennaio scorso: “Come diceva S. Giovanni XXIII, la vera pace potrà nascere solo da un cuore disarmato dall’ansia e dalla paura della guerra. (…) Che il 2025 sia un anno in cui cresca la pace! Quella pace vera e duratura, che non si ferma ai cavilli dei contratti o ai tavoli dei compromessi umani. Cerchiamo la pace vera, che viene donata da Dio a un cuore disarmato (…) un cuore che supera lo sconforto per il futuro con la speranza che ogni persona è una risorsa per questo mondo. Il disarmo del cuore è un gesto che coinvolge tutti, dai primi agli ultimi, dai piccoli ai grandi, dai ricchi ai poveri. A volte, basta qualcosa di semplice come «un sorriso, un gesto di amicizia, uno sguardo fraterno, un ascolto sincero, un servizio gratuito» . Con questi piccoli- grandi gesti, ci avviciniamo alla meta della pace e vi arriveremo più in fretta, quanto più, lungo il cammino accanto ai fratelli e sorelle ritrovati, ci scopriremo già cambiati rispetto a come eravamo partiti. Infatti, la pace non giunge solo con la fine della guerra, ma con l’inizio di un nuovo mondo, un mondo in cui ci scopriamo diversi, più uniti e più fratelli rispetto a quanto avremmo immaginato”.
L’articolo su Clarus